Noi siamo ciò che mangiamo

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“Noi Siamo Ciò che Mangiamo: ma siamo veramente consapevoli di ciò che mangiamo?”

Essendo in vacanza ed avendo tempo per leggere e per deformazione professionale la mia attenzione si concentra sull’alimentazione, mi sono reso conto di quanto sia difficile per un non addetto ai lavori capire quanto di vero o falso ci sia negli articoli che consigliano o sconsigliano di mangiare pesce piuttosto che carne o verdura, ma soprattutto quando questi scrivono di diffidare di alcuni sistemi produttivi.

Inoltre penso che sia ancor più difficile dover decidere quale alimento scegliere quando non si ha nessuna conoscenza dei processi produttivi o competenze in campo agronomico-zootecnico. Ma ancor peggio è affidarsi ad indicazioni fornite da chi pensa che l’uso della chimica, l’uso dell’estrema meccanizzazione e degli allevamenti intensivi siano l’unica possibilità per dare alla gente cibo sicuro e allo stesso tempo economico Il mettere in discussione questo sistema detto “Agroalimentare Made in Italy” ci vogliono dei pazzi.

Ma cos’è un sistema Agroalimentare? È l’insieme di tutte quelle figure professionali che vanno dall’agricoltore passando per l’industria di trasformazione arrivando alla distribuzione organizzata: naturalmente l’Agroalimentare è un vanto per l’Italia perché significa svariati milioni di euro che nonostante la crisi degli ultimi anni risulta avere un trend positivo. Ma tutto questo non significa che in generale questo sistema abbia a cuore la salute dei consumatori oppure diciamo che la salute dei consumatori è un accessorio rispetto al business dell’intero comparto. Con ciò non voglio dire che il sistema è malato di suo e che deve dare solo risposte in chiave economica ma posso affermare che  l’alimento in generale è diventato un sistema produttivo complesso dove diverse figure economiche. provenienti dal mondo della finanza devono interagire per promuovere dividendi per i loro azionisti lasciando  gli agricoltori in balia di se stessi, i quali non potendosi organizzare, diventano inconsapevolmente strumento delle grandi Multinazionali della chimica,  della Distribuzione Organizzata e non per ultimo delle Banche. In queste condizioni l’agricoltore si deve chiudere gli occhi, smettere di pensare e avallare le richieste di Chi in verità ha in mano  le sorti economiche dell’agricoltore stesso. Naturalmente, per gli agricoltori sottrarsi a queste logiche è molto difficile e faticoso.

Per me il caso più emblematico è di quella coppia di Agricoltori americani che si sono visti citare in Tribunale da una Multinazionale del seme per aver utilizzato del seme di Soja ottenuto dal loro raccolto ma con DNA contaminato attraverso il vento da polline proveniente da coltivazioni limitrofe di Soja di proprietà della Multinazionale. A questo punto voi vi chiederete: “quindi,  cosa possiamo fare per evitare tutto questo?” Purtroppo affidarsi ad un’unica scuola di pensiero risulta difficile e a volte pericoloso, ma comunque sia ognuno di noi deve avere il coraggio di fare una scelta. Io sono un uomo di cinquant’anni diplomato in Agraria e Laureato in Scienze delle Produzioni Animali,  da sette generazioni consecutive mi occupo in prima persona di Agricoltura; nonostante la mia formazione Universitaria sia stata di tipo convenzionale (convenzionale è una tecnica di coltivazione e allevamento che fa uso della chimica, del miglioramento genetico e della meccanizzazione al fine di ottenere il maggior utile possibile) dieci anni fa insieme a mia moglie ho deciso di girar pagina e di scommettere su un sogno: realizzare un allevamento brado di animali utilizzando il metodo dell’Agricoltura Biologica e riuscire a trasformare direttamente in Azienda la carne proveniente dai nostri animali senza utilizzare alcuna sostanza chimica.
Oggi abbiamo  un’azienda agricola di quasi 100 ettari di terreno sul quale coltiviamo gran parte dei cereali e dei foraggi che destiniamo all’alimentazione dei nostri suini, bovini ,ovini e avicoli che alleviamo tutti senza nessun tipo di stabulazione ma solo  rudimentali ricoveri che gli animali possono  utilizzare al bisogno. Inoltre abbiamo costruito un macello ed un laboratorio dove trasformiamo le nostre carni suine in salumi ed insaccati.Dal 2013 abbiamo inoltre iniziato a studiare la conversione dal biologico al biodinamico. La prima cosa che Vi chiedo è di analizzare quali proprietà di un prodotto vengono considerate dalla Distribuzione Organizzata per qualificare i loro prodotti oltre naturalmente al prezzo più conveniente. Per metterVi sulla buona strada Vi suggerisco di analizzare quando siete di fronte agli espositori della frutta e verdura o della carne, quali sono gli aspetti che più Vi colpiscono e se quando andrete a degustare questi prodotti troverete un nesso convincente tra gli aspetti visivi che hanno condizionato il Vs. acquisto e le caratteristiche organolettiche del prodotto acquistato.

Buon lavoro!

Giorgio

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